La Bessa (Riserva Naturale Regionale Speciale)

Denominazione/Name: LA BESSA (Riserva Naturale Regionale Speciale)

Localizzazione/Place collocation: Comuni di Borriana, Cerrione, Mongrando e Zubiena (Prov. di BIELLA) Trattasi di un terrazzo alluvionale - 8 km di lunghezza e 1,1 di larghezza massima - allo sbocco della Valle d'Aosta, sulla riva destra del torrente Elvo, ad una cinquantina di km a nord-est di Torino. Ha una superficie di soli 4,4 kmq ma il suo territorio è stato sconvolto dall'intervento dell'uomo a causa dell'oro in esso contenuto.

Agibilità anziani e portatori handicap/Particular agibilities for old and handicap people: località percorribile senza grosse difficoltà da persone allenate e ben equipaggiate

Visite guidate/Guided tours: centro visite presso la Sede della riserva (sabato e domenica) in Via Crosa, 1 - 13882 Cerrione (BI) ed a Vermogno; percorso archeologico-naturalistico a Cava Barbera di Cerrione

Storia del sito/Site history: Strabone (IV,6,7) riporta, attingendoli da una fonte più antica, avvenimenti molto precedenti, poiché riguardano la spedizione di Appio Claudio Pulcro contro i Salassi, fra il 143 ed il 140 a.C. Per intervenire in questa zona i Romani presero a pretesto le lotte che opponevano i Salassi alle popolazioni che vivevano nella pianura situata a valle e che venivano private dell'acqua per le loro colture, poiché i primi le utilizzavano per lavare l'oro delle miniere. Il generale romano respinse i Salassi sulle montagne ed i loro impianti di lavaggio dell'oro caddero in possesso di Roma, che continuò nello sfruttamento dei giacimenti. Augusto, nel 25 a.C., sottomise definitivamente i Salassi e fondò la colonia di Aosta. In questo periodo si può ricordare un passaggio di Plinio il Vecchio che ricorda l'esistenza di una Lex censoria Ichtimulorum, nel territorio della città di Vercellae, la quale interdiva ai publicani che sfruttavano la miniera di impiegare più di 5.000 lavoranti, per il timore di forti concentrazioni di schiavi

Fase cronologica/Chronology: La sola data che si può oggi assegnare archeologicamente alla Bessa è la fine del II ed il I secolo a.C., ma se la miniera d'oro dei Salassi è quella di cui parla Strabone, bisogna andare ad un'epoca anteriore. La coltivazione del giacimento cessò probabilmente in seguito al progressivo esaurirsi dei materiali auriferi verso la metà del I sec. a.C., soppiantato anche dalle più ricche miniere iberiche.

Descrizione del sito/Area description: La zona si trova sulla riva destra dell'Elvo ed è inclinata da nord-ovest a sud-est, passando da 400 a 300 m di altitudine circa. È a due livelli separati da un dirupo la cui altezza progredisce da monte a valle, dove raggiunge i 30 m. Il livello superiore è coperto da cumuli di ciottoli e solcato da valloni perpendicolari al suo asse longitudinale; sul livello inferiore, allo sbocco di questi valloni, si espandono conoidi di deiezione giustapposti. La zona termina a punta, alla confluenza dell'Elvo e dell'Olobbia; a questo livello, sulla riva destra di questo stesso corso d'acqua, si notano i lembi di un terrazzo del medesimo aspetto del precedente.

Descrizione dei ritrovamenti/Finds description: Fondi di capanne sono stati ritrovati su parecchi cumuli di ciottoli provenienti dallo sfruttamento più antico. Scavi effettuati presso Mongrando e presso Vermogno hanno fornito materiale datato alla fine del II e I secolo a.C. Nell'autunno del 1995 altri resti di questo genere sono stati messi in luce nel settore denominato in dialetto "Ciapej parfondà" (= vano sprofondato): si tratta di un grande vano allungato e di vani più piccoli. Queste costruzioni, le cui pareti erano edificate con ciottoli a secco, sono assai difficili da distinguere poiché erano, almeno in parte, ricavate all'interno di cumuli di ciottoli, di cui erano parimenti ricolmate. Le ricerche archeologiche hanno inoltre portato alla luce reperti di grande interesse comprendenti lapidi, vasellame ceramico lavorato al tornio e modellato a mano, lucerne di tipo romano in cotto, fusaiole, fibule di ferro, una lama, chiodi, chiavi di ferro di tipo romano, un cuneo, monete d'argento.

Luogo di custodia dei materiali/Material stockage: I materiali rinvenuti sono custoditi nel Museo Civico di Biella.

Bibliografia/Bibliography:

  • G. Calleri, La Bessa. Documentazione sulle aurifodine romane nel territorio biellese, Biella, 1985
  • C. Domergue, La miniera d'oro della Bessa nella storia delle miniere antiche, in "Archeologia in Piemonte - l'età romana", Allemandi Editore, Torino, 1998, pp. 207-222
  • F. Gianotti, Bessa, paesaggio ed evoluzione geologica delle grandi aurifodine biellesi, Vigliano Biellese, 1996
  • P. Scarzella, Aspetti dell'arte mineraria romana e interpretazione del singolare paesaggio dell'Aurifodina della Bessa, in "Atti e Rassegna Tecnica Società ingegneri e architetti in Torino", 29/7-8, pp. 74-83

Internet: http://spazioweb.inwind.it/bessapark     http://www.parks.it/parco.baragge/index.html

Data ultima verifica sul campo:7 febbraio 2001

Nome del rilevatore e G. A. di appartenenza: Feliciano Della Mora - G. A. Torinese