MUSEO CIVICO DI ARCHEOLOGIA LIGURE - GENOVA PEGLI

Denominazione/Name: Museo civico di archeologia ligure

Localizzazione/Place collocation: Via Pallavicini 11 - 16155 Genova Pegli (GE)

Orari di apertura/Věsiting hours: doMartedi-Mercoledi-Giovedi: 9.00-19.00; Venerdi-Sabato-Domenica: 9.00-13.00

Agibilità anziani e portatori handicap/ Particular agibilities for old and handicap people: Totale agibilità nelle sale espositive

Tel. 010/ 6981048; 010/ 6984045 (per prenotazioni ) fax: 010/ 6974040

e-mail: archligure@mail.comune.genova.it

Costo ingresso/Entrance - fee: Intero: £ 6.000; Ridotto: £ 4.000; Gratuito per minori di 18 anni e maggiori di 60 anni.

Prenotazioni/Reservation: obbligatoria per i gruppi.

Visite guidate/Guided tours: solo su prenotazione e a pagamento.

Servizi/Facilities: book-shop

Biblioteca/Library: libri specialistici consultabili su richiesta

Produzione editoriale: articoli a carattere archeologico su rivista periodica: "Bollettino dei Civici Musei Genovesi".

Catalogo e Materiale illustrativo/Catalogue and illustrative material: Il Museo di Archeologia Ligure, Genova, 1992, £. 5000
Piccola Guida del Museo di Archeologia Ligure, Genova, 1996, £. 10.000
Museo Civico di Archeologia Ligure, Guide Archeologiche, n.6, Toscana e Liguria, Abaco Edizioni, Forlì, 1996,£. 20.000
Altre pubblicazioni relative alle collezioni:
Vetri Antichi nelle collezioni del Museo Civico di Archeologia Ligure di Genova-Pegli, Genova, 1989, £.10.000
La Tavola di Polcevera. Una sentenza incisa nel bronzo 2100 anni fa, Genova, 1995, £. 15.000
Marmi Antichi delle raccolte civiche genovesi, Pisa, 1998, £. 35.000
Io vivrò per sempre. Storia di un sacerdote nell'Antico Egitto, Genova, 1999, £. 25.000

Didattica/Didactics: La Sezione Didattica del Museo, attiva dal 1992, propone per insegnanti, studenti ed appassionati varie attività, diverse a seconda delle esigenze dell'utenza. Le proposte, pur potendo variare ogni anno nei contenuti, sono costituite da: corsi d'aggiornamento per insegnanti con itinerari tematici all'interno delle sale espositive; attività didattiche che si svolgono nella sala didattica con materiali ed elaborati organizzati in scatole didattiche, dépliant, audiovisivi, integrazione ed approfondimento dei reperti in esposizione; laboratori specialistici, tenuti da studiosi e specialisti, propongono attività teorico-sperimentali su particolari aspetti archeologici del mondo antico; passeggiate archeologiche, visite a siti ed aree archeologiche della Liguria; cicli di conferenze, tenute da archeologi che operano nel campo dell'archeologia preistorica, classica e da egittologi che hanno effettuato ricerche sul materiale del Museo.
Dal 2000 le proposte del Museo comprendono anche attività a pagamento rivolte al mondo della scuola con laboratori didattici a scelta da parte degli insegnanti, secondo tre principali scansioni (preistoria, età greco-romana e mondo egizio), i laboratori offrono anche momenti di gioco ed uscite sul territorio.

Storia del Museo/Museum history: Le collezioni archeologiche della città di Genova vennero per la prima volta ordinate in un vero e proprio Museo Archeologico alla Villetta Di Negro nel 1929. Prima di allora gli importanti reperti erano ospitati in Palazzo Bianco nel Museo di Storia ed Arte.
Al nucleo centrale della collezione di antichità del Principe Odone di Savoia, donato nel 1866, si erano aggiunti la Tavola di Polcevera (di proprietà civica fin dalla sua scoperta nel 1507), i corredi della necropoli preromana di via Venti Settembre, parte della collezione di marmi ed altre antichità romane dello scultore Santo Varni, il deposito dei pezzi archeologici dell'Università e le collezioni preistoriche di famosi studiosi liguri dell'Ottocento quali Morelli e Rossi ed, in seguito, Amerano e Perrando. Per l'acquisizione delle raccolte preistoriche il Comune di Genova si valse dell'opera di Arturo Issel, naturalista, geologo ed archeologo di primo piano nel mondo scientifico nazionale. Con la prima sede autonoma alla Villetta Di Negro il Museo divenne centro di studi di preistoria e, a seguito di una convenzione stipulata fra Stato e Comune, depositario delle nuove scoperte archeologiche della regione. Si scelse come nuova sede la Villa Durazzo Pallavicini di Pegli dove l'esposizione delle collezioni già presenti nella Villetta fu completata con depositi di proprietà statale, quali, ad esempio, le tombe della necropoli di Ventimiglia.
L'allestimento, curato da Luigi Cardini dell'Istituto di Paleontologia Umana di Firenze, fu inaugurato nel 1936.
Da allora le vicende del Museo hanno coinciso con alcuni dei principali momenti dell'archeologia ligure: dalla scoperta della statua del Cerbero, agli sventramenti urbanistici della zona di Ponticello, agli scavi condotti dallo stesso Cardini e da Luigi Bernabò Brea nella caverna delle Arene Candide di Finale Ligure (SV).
Negli ultimi anni sono state riorganizzate le sale della collezione Odone e dal 1994 è nuovamente esposta al pubblico la Tavola di Polcevera. Nel giugno del 2001 sono state inaugurate la Sala Egizia, con il sarcofago e la mummia del sacerdote Pasherienaset e la Sala dei Marmi Romani, che ospita importanti pezzi di statuaria, rilievi, sarcofagi ed epigrafi dai centri della Liguria romana.

Descrizione del materiale esposto/Showed material description: Il percorso espositivo, in buona parte ancora quello ordinato da Luigi Bernabò Brea nel 1953, si sviluppa su due piani, secondo una sequenza cronologica dal Paleolitico Medio all'Età Tardo Antica, fornendo la principale rassegna dell'archeologia regionale. Al piano terra le collezioni ottocentesche permettono un ampio sguardo sulla preistoria ligure, dall'ultima glaciazione fino all'Età dei Metalli; di particolare importanza sono le ossa delle faune estinte della glaciazione di Wurm, dalle grotte del Finalese e del Toiranese, fra cui un esemplare ricostruito di Orso delle Caverne; segue un'ampia documentazione della cultura materiale neolitica nelle grotte delle Arene Candide e della Pollera (SV) e in altre minori del Finalese; di rilievo i più antichi manufatti in metallo della regione: asce, pugnaletti ed ornamenti in rame puro o in bronzo del III e II millennio a.C..
Al primo piano troviamo uno dei nuclei più importanti del Museo, quello delle scoperte di Luigi Bernabò Brea alle Arene Candide, con gli scavi stratigrafici condotti fra il '40 e '50. Le sepolture paleolitiche costituiscono uno dei più significativi complessi sepolcrali della preistoria europea. La sepoltura più antica è quella di un ragazzo quindicenne morto più di 20.000 anni fa, detto " il giovane principe", per la straordinaria ricchezza del suo corredo; diecimila anni più tardi nella grotta furono seppelliti oltre 23 individui, le cui tombe compongono la più antica "necropoli" nota ad oggi.
Sono ampiamente documentati anche oggetti e sepolture del successivo periodo Neolitico.
Il popolamento dell'entroterra ligure durante l'Età del Ferro è segnalato da una serie di tombe ad incinerazione, soprattutto dal Geonovesato, e dalla statua stele di Zignago, riferibile all'Età del Rame ma riutilizzata nel VII-VI sec. a.C. come indica la scritta in ligure ma con caratteri etruschi.
La storia più antica di Genova , dalla fondazione etrusco-ligure fino all'età romana, è testimoniata dalle tombe delle necropoli di Via Venti Settembre e piazza Dante; sono esposti alcuni ricchi corredi delle sepolture preromane di V-IV sec. a.C. e la statua del Cerbero (I sec.d.C.), forse un segnacolo funerario sulla via che attraversava la zona della necropoli. Di grande importanza storica e toponomastica è la Tavola di Polcevera, la più antica iscrizione di Età Romana in Liguria, emessa da Roma per definire le controversie di confine fra i Genuati e i Liguri Viturii.
Il percorso espositivo si chiude a piano terra con le sale dedicate a collezioni otto-novecentesche di età classica.
La sala dei marmi romani propone interessanti pezzi dalla Liguria: due grandi statue di Afrodite ed Hermes, teste, rilievi e lastre di divinità del mondo antico, ritratti di illustri personaggi dalla gens giulio-claudia fino al IV sec. d.C., mentre sarcofagi ed epigrafi documentano il mondo funerario antico, pagano e cristiano.
La sala egizia ospita i materiali portati a Genova, fra Otto e Novecento, da alcune straordinarie figure di viaggiatori, fra cui il capitano D'Albertis. Spiccano la mummia ed il sarcofago del sacerdote egizio Pasherienaset con un esempio di corazza magica, scarabeo alato e geni funerari in faiance.
Due sale sono, infine, dedicate alle raccolte del Principe Odone di Savoia: pezzi di gran pregio sono soprattutto i bronzi, la ceramica greca a figure rosse e le gemme di età romana.

Descrizione del materiale non esposto/Description of the material not in exposition:Nei magazzini sono conservati materiali databili dal Paleolitico Medio all'Età Romana.
Si tratta di reperti vari provenienti dalle grotte del Finalese e Toiranese e da siti all'aperto dell'Appennino ligure-piemontese; numerosi corredi di tombe preromane e romane della necropoli di via XX Settembre; bronzi, vetri, marmi, ceramiche dai principali centri romani della Liguria quali Genova, Libarna Tortona, Luni, Ventimiglia ecc.; materiali dell'Età del Ferro da Rossiglione e da altre località liguri; materiali dai livelli pleistocenici ed olocenici degli scavi Bernabò Brea alle Arene Candide; reperti di età classica dalle collezioni Principe Odone e D'Albertis; disegni, calchi, frottages e strappi di incisioni rupestri del Monte Bego della collezione di Clarence Bicknell; materiale di provenienza extraligure (Egitto, Mesopotamia, Sardegna ecc.).

Esposizioni temporanee/ Temporary exhibition: il Museo organizza esposizioni temporanee su temi specifici, sia nella stessa sede del Museo, sia in Palazzo Ducale a Genova

Collegamenti con altri Musei/Museums links:
Paleolitico : Museo Nazionale dei Balzi Rossi, Ventimiglia (IM), Museo Preistorico della Valvaratella "N.Lamboglia", Toirano, (SV)
Neolitico : Civico Museo del Finale, Finalborgo (SV), Museo "Perrando", Sassello (SV)
Età dei Metalli : Museo Archeologico per la Preistoria e Protostoria del Tigullio, Chiavari (GE), Musée des Merveilles, Tenda, Francia, Museo Civico "U.Formentini", La Spezia, Museo delle statue stele della Lunigiana, Pontremoli (MS), Museo Civico di Sanremo (IM)
Età Romana : Civico Museo Archeologico "G.Rossi", Ventimiglia (IM), Museo Navale Romano e Civico Museo Ingauno, Albenga (SV), Museo Archeologico Nazionale , Luni (SP)

Itinerari/Itineraries:Vedere voce Didattica

Bibliografia/Bibliography: Oltre a quella indicata nella voce Catalogo e materiale illustrativo, tra gli altri citiamo:
A.Issel, Liguria Preistorica, "Atti della Società ligure di Storia Patria", XL, Genova, 1908
N.Lamboglia, Liguria Romana, Alassio, 1939
L.Bernabò Brea (a cura di), Italia. Museo Civico d'archeologia ligure di Genova-Pegli e collezione del castello D'Albertis di Genova, Corpus Vasorum Antiquorum, fasc.XIX, Roma, 1942
L. Bernabò Brea, Gli scavi nella caverna delle Arene Candide. ParteI, Vol. I e Vol. II, Collezione di monografie preistoriche ed archeologiche, Bordighera, 1946
R.Parenti-P.Messeri, I resti scheletrici del Neolitico ligure, "Paleontographia italica", vol.I,Pisa, 1962
P.Melli, Genova.Necropoli preromana di Via Giulia, in "Restauri in Liguria", Catalogo della mostra, Genova, 1978
A.M. Pastorino, Odone di Savoia e l'archeologia, in "Odone di Savoia.1846-1866. Le collezioni di un principe per Genova,Catalogo della mostra, Milano, 1996
S.Tinè (a cura di), Il Neolitico nella Caverna delle Arene Candide (scavi 1972-1977), Collezione di Monografie Preistoriche ed Archeologiche, X, Bordighera, 1999

Internet: sito del Comune di Genova: www.comune.genova.it cliccando su Cultura/Musei

Data compilazione scheda: dicembre 2001

Nome del rilevatore e G. A. di appartenenza: Giorgio Agnese e Federica Lercari. G.A. Genovese

 
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