| Museo
Barracco
Denominazione/Name: MUSEO BARRACCO Localizzazione/Place collocation: Corso Vittorio Emauele II, 166 - Roma - raggiungibile con Autobus: 64, 62, 110, 46, 186. Orari di apertura/Věsiting hours: da martedì a sabato dalle 09.00 alle 19.00 e domenica dalle 09.00 alle 13.00. Agibilità anziani e portatori handicap/ Particular agibilities for old and handicap people: presenti barriere architettoniche: non ci sono ascensori né scivoli. Tel.068806848 Fax0668806848 E-mail crdp0428@comune.roma.it Costo ingresso/Entrance - fee: intero 2,58 Euro (5.000 Lire), ridotto 1,55 Euro (3000 Lire) e gratuito sotto i 18 anni e oltre i 65 anni. Il costo del biglietto in occasione di mostre temporanee è di 5,16 Euro (10.000 Lire), e di 4,13 Euro (8.000 Lire) il ridotto. Visite guidate/Guided tours: nella stagione invernale è possibile concordare, telefonando al numero indicato, visite guidate due volte a settimana più la domenica mattina.
Prenotazioni/Reservation: non necessaria. Servizi/Facilities: bookshop - servizi igienici. Biblioteca/Library: il Museo Barracco accoglie accanto alla collezione d'arte antica anche due notevoli fondi librari d'interesse prevalentemente artistico ed archeologico. Il primo di essi, la Biblioteca Barracco, connessa alla collezione archeologica del museo, rappresenta il corredo scientifico e bibliografico che il barone Barracco affiancò alla sua collezione d'arte nel 1904. Essa contiene dei veri e propri capisaldi dell'archeologia ottocentesca, spesso veri e propri tesori librari e rare edizioni di classici del Seicento e del Settecento. Il secondo fondo è costituito dalla biblioteca appartenuta a Ludwig Pollak (1868-1943), archeologo, studioso, collezionista, esperto e mercante d'arte. La Biblioteca Pollak consta di circa 2500 volumi e di una sezione archivistica comprendente i 25 Tagebücher (i diari nei quali il Pollak tra il 1886 e il 1934 annotava cronache, osservazioni, aneddoti di vita artistica e culturale romana ed europea), appunti e scritti editi e inediti e una raccolta di autografi di mano del Goethe ovvero di altri personaggi della sua cerchia. Nella biblioteca la "sezione goethiana" consta invece di 170 edizioni, per un totale di circa 300 volumi, che rappresentano tutta la produzione dell'autore e una sua consistente bibliografia. Entrambe le biblioteche sono accessibili al pubblico per consultazione, previo appuntamento. Catalogo e Materiale illustrativo/Catalogue and illustrative material: cataloghi, guide al museo, cartine, cartoline, ecc., sono reperibili nel bookshop. Produzione editoriale/Publications: M.T. Nota, "La Collezione Barracco", in Il nuovo Museo Barracco, Mostra storico documentaria, Roma 1982, pp. 11-16; M.T. Nota - L. Cagiona - M.G. Cimino, Museo Barracco. Storia dell'edificio. La collezione egizia, Roma 1990. M.T. Nota - M.G. Cimino, Museo Barracco. Le collezioni assira, cipriota, greca e romana, Roma 1990; M.T. Nota - M.G. Cimino, Museo Barrocco, 2° ed., Roma 1999. Le pubblicazioni sul museo sono a cura della direttrice dott.ssa Maresita Nota. Didattica/Didactics: solo cataloghi al bookshop. Storia del Museo/Museum history: l'elegante Palazzina che ospita attualmente il museo fu eretta intorno al 1523 per volere del prelato bretone Le Roy (italianizzato Regis), probabilmente su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane. L'edificio ha subito nel corso degli anni, oltre il restauro dopo il sacco di Roma del 1527, notevoli mutazioni quali l'eliminazione del giardino retrostante e soprattutto dopo l'espropriazione per pubblica utilità dovuta all'apertura di corso Vittorio Emanuele. Le demolizioni e le conseguenti ricostruzioni in stile, ad opera di Guy (concorso bandito dal comune di Roma nel 1887), ne hanno completamente alterato l'aspetto originale: l'ingresso principale fu spostato e posto verso la piazza aggiungendo una rampa di scale sul modello del casino Borghese e fu inserita una loggia a tre livelli sul lato che affaccia sul corso Vittorio. Dell'originario edificio cinquecentesco rimane oggi solo il prospetto su via dell'aquila. Esso è noto anche come "Farnesina ai Baullari" perché i gigli che ornano la sua architettura venivano erroneamente attribuiti ai Farnese. Appartengono invece allo stemma araldico del prelato bretone Le Roy, che faceva edificare il palazzotto intorno al 1524. Dal 1948 esso ospita la collezione di Giovanni barracco. Questi infatti, accademico di San Luca e consigliere dell'Istituto Archeologico Germanico, riuscì nell'arco della sua vita a collezionare circa 380 pezzi, di cui molti originali, di arte sumera, assira, egizia, etrusca e romana. Nel 1902, forse per evitarne lo smembramento alla sua morte, la donò al comune di Roma preoccupandosi anche di far costruire, a proprie spese, un edificio espositivo in via Corso Vittorio Emanuele, su progetto di G. Koch. Tale costruzione, in cui le sculture erano esposte su basi girevoli per essere meglio apprezzate, fu demolita nel 1938, quindi, la collezione, dopo essere stata per dieci anni imballata nei musei capitolini, fu trasferita nell'attuale sede. Descrizione delle collezioni/Collection description: la collezione, raccolta frequentando antiquari o direttamente sugli scavi numerosi all'epoca, seppur non scientificamente organizzata come lo si intenderebbe oggi, voleva, secondo il medesimo G. Barracco, illustrare la storia dell'arte antica, con particolare riguardo per la scultura riunendo opere significative e di pregio di arte egizia, sumera, assira, etrusca, greca e romana con associati i relativi calchi di studio. Descrizione del materiale esposto/Showed material description: L'esposizione è infatti divisa in sale tematiche in modo da avere una esaustiva documentazione della storia delle arti in successione cronologica dal periodo egizio al tardo imperiale. Le sale si succedono infatti in quest'ordine: 1° piano, egizia, egizia-sumera-assira, etrusca, cipriota, 2° piano, greca, romana-medievale. Ciascuna delle sale è a sua volta disposta secondo una cronologia interna al tema in modo da illustrarne didatticamente l'evoluzione nel corso dei secoli e millenni. Descrizione del materiale non esposto/Description of the material not in exposition: secondo le notizie raccolte la collezione Barracco è tutta esposta. Collegamenti con altri Musei/Museums links: Ara Pacis (attualmente in fase di restauro). Bibliografia/Bibliography: G. Barracco - W. Helbig, La Collection Barracco, München 1983. Id., Collezione Barracco. Nuova serie, Roma 1907; W. Amelung - H. Holtzinger, The museums and ruins of Rom, London 1906, I, pp. 234 e ss.; G. Barracco - L. Pollak, Catalogo del Museo di scultura antica, Fondazione Barracco, Roma 1910. S. Bocconi, Museo Barracco, Roma 1924; C. Pietrangeli, "Il Museo Barracco riordinato", in Bollettino d'Arte 1949, pp. 76 e ss.; Id., "Il Museo Barracco nella Farnesina ai Baullari", in Capitolium 1949, pp. 137 e ss.; W. Helb ig - W. Amelung, Führer durch die öffentlischen Sammlungen klassischer. Altertümer in Rom, 4° ed., Tubingen 1966, pp. 611-669; C. Pietrangeli, Museo Barracco di Scultura Antica. La collezione egizia, Roma 1985; G. Mollat, Thomas Le Roy et le palazzetto della Farnesina à Rome, Roma 1902; M.G. Cimino - S. Le Pera, Le Strutture romane sotto Palazzo Regis ai Baullari, in Museo Barracco. Storia dell'edificio, (Quaderni del Museo Barracco. Quaderno 1), Roma 1995. Internet: www.comune.roma.it/cultura/italiano/musei_spazi_espositivi/musei/museo_barracco/index.htm Note/Notes: non sono utilizzate le moderne tecnologie quali computer, video proiezioni, attrezzature audio. Durante i lavori per la costruzione della scala di ingresso fu rinvenuto sotto la palazzina un edificio di epoca romana tardo imperiale (IV sec. d.C.) di cui si conserva parte dell'alzato. Sono infatti ben individuabili due lati del portico e tratti della pavimentazione in opus sectile. È visitabile senza costo aggiuntivo, previo richiesta al personale. Data ultima verifica sul campo: 26/06/2001 Data compilazione scheda: 28/07/2001 Nome del
rilevatore e G. A. di appartenenza:
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